Volontari si nasce, ci si scopre o si diventa?

Ma fare il volontario che vuol dire? Vuol dire che non si guadagna niente ma ci si sente ricchi! Ricchi del piacere di donare qualcosa di sé che non si può negoziare, frutto di una sensibilità che non si esaurisce. Un piacere tanto più grande quanto più si aiuta chi ha bisogno a superare il dolore e i disagi che ne travagliano la vita.

C’è chi, per sensibilità o cultura familiare, si può dire che sia già nato volontario. C’è chi non ha mai pensato di fare il volontario ma, credente (come tutti noi della San Vincenzo che vediamo Gesù in chi soffre) o laico, lo è diventato istintivamente di fronte a persone in difficoltà. Ma c’è anche chi era prevenuto contro il volontariato buonista che “ruba” posti di lavoro di competenza Pubblica. Poi, un incontro, una circostanza della vita lo hanno portato a scoprire da vicino il valore sociale del volontariato gratuito in questi anni di grave crisi occupazionale a cui lo Stato e gli Enti Pubblici faticano sempre più a dare risposte per mancanza di fondi e si è messo, convinto, e con piacere a disposizione.

Diventare volontari allora vuol dire scoprire il valore e il piacere della gratuità nell’incontro con l’altro, nell’ascolto paziente, nell’aiuto reciproco, nella condivisione senza tornaconti, senza medaglie, spesso senza neanche un sorriso. Vuol dire scoprire la grande forza sociale che nasce dall’unione di tanti aiuti anche molto semplici e piccoli. Vuol dire scoprire che: “Dare una mano colora la vita!”.

Quest’anno la Campagna Nazionale della San Vincenzo pone un grande punto di domanda e sfida ognuno a trovare la sua risposta: volontari si diventa?

scarica la locandina della campagna nazionale

locandina-campagna-nazionale-2016-2017